agosto 2026

Siena oltre i grandi monumenti: tre luoghi d’arte da scoprire gratuitamente

Ci sono luoghi che fanno parte dell’immagine universale di Siena. Piazza del Campo, il Duomo, la Torre del Mangia sono tappe irrinunciabili, soprattutto per chi arriva in città per la prima volta.
E poi c’è un’altra Siena.


Non necessariamente segreta, ma più silenziosa, da scoprire concedendosi il lusso di deviare per qualche momento dagli itinerari più conosciuti. È la Siena delle chiese che custodiscono capolavori inattesi, delle case trasformate nei secoli in luoghi di memoria e spiritualità, delle architetture che raccontano epoche diverse attraverso una porta che spesso si può semplicemente varcare.


Per chi si chiede cosa vedere gratis a Siena e desidera arricchire la visita con qualcosa di diverso dai monumenti più celebri, abbiamo scelto tre luoghi nel centro storico, tutti facilmente raggiungibili a piedi dall’Hotel Athena: la Chiesa di Santa Maria delle Nevi, il Santuario Casa di Santa Caterina e la Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi.


Tre tappe diverse tra loro e tre modi per conoscere meglio una città che, anche dopo i grandi monumenti, continua ad avere molto da raccontare.

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Santa Maria delle Nevi: la sorpresa di via dei Montanini

È probabilmente questa la vera chicca del nostro itinerario.


Passeggiando lungo via dei Montanini, una delle strade del centro di Siena, è facile passare davanti alla Chiesa di Santa Maria delle Nevi senza immaginare ciò che si trova oltre la sua facciata.


Piccola, raccolta e inserita perfettamente nel tessuto urbano, la chiesa fu costruita tra il 1471 e il 1477. La sua architettura rappresenta un interessante incontro tra la tradizione senese e il nuovo linguaggio del Rinascimento: la facciata, sobria ed elegante, alterna pietra serena, laterizio e pietra, mentre all’interno sopravvivono ancora elementi della precedente sensibilità gotica.


Ma è davanti all’unico altare della chiesa che arriva la sorpresa più bella. Qui si trova la Madonna delle Nevi di Matteo di Giovanni, realizzata nel 1477. La Vergine è accompagnata da santi e da una corte di angeli che sorreggono e fanno cadere simbolicamente la neve, richiamando la leggenda della miracolosa nevicata estiva che avrebbe indicato a Papa Liberio il luogo in cui edificare a Roma la Basilica di Santa Maria Maggiore. Nella predella, la storia prende forma attraverso tre episodi dedicati proprio a questo racconto.
È un luogo che invita naturalmente a rallentare. Pochi passi separano il movimento della città da uno spazio raccolto nel quale osservare un'opera del Quattrocento quasi in solitudine.


Forse è proprio questo il fascino di Santa Maria delle Nevi: entrare quasi per curiosità e ritrovarsi davanti a uno dei piccoli tesori del Rinascimento senese.


Il sito ufficiale della Pinacoteca Nazionale indica attualmente l’apertura gratuita della chiesa ogni martedì, dalle 9 alle 19. Prima della visita consigliamo comunque di controllare sempre gli orari aggiornati.

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La Casa di Santa Caterina: Siena raccontata attraverso una vita

Ci sono personaggi che appartengono alla storia di una città e altri che sembrano continuare ad abitarla.
A Siena, Santa Caterina appartiene senza dubbio alla seconda categoria.


Per comprendere quanto il suo nome sia intrecciato alla città, vale la pena scendere verso Fontebranda e attraversare il Santuario Casa di Santa Caterina. La particolarità di questo luogo è già nella sua origine: Caterina non visse in un convento. Appartenendo al Terz’Ordine domenicano, continuò a vivere nella casa della propria famiglia e a muoversi per le strade della città.


La dimora dei Benincasa, famiglia legata all’attività della tintura dei panni, si sviluppava su tre livelli. Nel 1466, pochi anni dopo la canonizzazione di Caterina, il Comune di Siena acquistò l’edificio affinché la casa della Santa potesse rimanere aperta alla venerazione pubblica. Nei secoli successivi gli ambienti domestici furono progressivamente trasformati in un vero e proprio santuario.


La visita è quindi un piccolo viaggio attraverso epoche diverse. Si attraversa il Portico dei Comuni, realizzato nel Novecento con il contributo dei comuni italiani, e si raggiungono cortili, logge, la Chiesa del Crocifisso e gli oratori ricavati negli spazi della casa originaria.


Uno dei luoghi più suggestivi è l’Oratorio della Cucina, che occupa l'ambiente dove un tempo si trovava la cucina della famiglia Benincasa. Sotto l’altare sono ancora visibili i resti dell’antico focolare e le pareti sono arricchite da opere dedicate agli episodi della vita di Caterina. Poco più in basso, l’Oratorio della Camera ingloba invece il piccolo spazio nel quale la Santa pregava e riposava; una grata conserva ancora la pietra sulla quale, secondo la tradizione, poggiava la testa.


Non è necessario essere mossi da una motivazione religiosa per apprezzare questo luogo. La Casa di Santa Caterina permette di entrare in contatto con la Siena del Trecento attraverso la storia personale di una donna la cui vicenda avrebbe superato i confini della città, intrecciandosi con quelli della Chiesa e dell’Europa.


Ed è forse questo il suo aspetto più affascinante: dietro il grande personaggio storico torna a emergere, per qualche momento, la dimensione quotidiana della casa in cui tutto ebbe inizio.

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Santa Maria dei Servi: quando la semplicità custodisce grandi capolavori

Per la terza tappa bisogna raggiungere Piazza Manzoni, nella zona di Porta Romana. Qui la Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi domina una parte del centro storico diversa da quella delle piazze più frequentate. La facciata è essenziale, quasi severa, e proprio per questo ciò che si incontra entrando risulta ancora più sorprendente.


La storia della basilica è lunga quasi tre secoli: i Serviti arrivarono a Siena intorno alla metà del Duecento e la costruzione della chiesa iniziò nel 1255, proseguendo fino al 1537. Questa lunga gestazione è ancora leggibile nell'architettura dell'edificio, dove convivono parti gotiche, elementi rinascimentali e un campanile di impronta romanica.


Varcato l’ingresso, la semplicità esterna lascia spazio a un patrimonio artistico notevole.
Una delle opere più importanti è la Madonna del Bordone di Coppo di Marcovaldo, tavola del XIII secolo raffigurante la Vergine con il Bambino e due angeli. La tradizione riportata da Terre di Siena lega la sua realizzazione alla prigionia del pittore fiorentino dopo la battaglia di Montaperti del 1260.


Ma non è l’unico motivo per entrare. Tra le navate e le cappelle si incontrano opere di Matteo di Giovanni, Rutilio Manetti, Jacopo di Mino del Pellicciaio e Alessandro Casolani: secoli di pittura senese raccolti in uno spazio che molti visitatori lasciano fuori dal proprio itinerario.


Santa Maria dei Servi è uno di quei luoghi nei quali il contrasto fa parte dell’esperienza: l’austerità della facciata, l’ampiezza dell’interno, il silenzio e poi, improvvisamente, il colore delle opere.
La visita alla basilica è gratuita con apertura quotidiana dalle 8.30 alle 18.30. Trattandosi di un luogo di culto, è comunque consigliabile verificare eventuali variazioni in occasione delle celebrazioni religiose.

Vista aerea della terrazza dell’Hotel Athena di Siena

Tre tappe per guardare Siena con occhi diversi

Visitare Siena non significa scegliere tra i grandi monumenti e i luoghi meno conosciuti. Il bello è proprio poter fare entrambe le cose.


Dopo Piazza del Campo, il Duomo e Palazzo Pubblico, basta avere un po’ più di tempo per lasciare che la città aggiunga altre storie al viaggio.


Santa Maria delle Nevi sorprende perché quasi si nasconde lungo una strada del centro. La Casa di Santa Caterina permette di attraversare gli ambienti nei quali prese forma la vicenda di una delle figure più importanti della storia senese. Santa Maria dei Servi dimostra invece quanto possa essere ingannevole fermarsi alle apparenze, custodendo dietro una facciata austera secoli di arte.


Sono tre esperienze diverse, ma unite da un modo comune di vivere Siena: camminare senza fretta, entrare, osservare e lasciarsi sorprendere.


Soggiornare all’Hotel Athena, nel centro storico, offre proprio questo privilegio. Tutti questi luoghi possono essere raggiunti a piedi, trasformando gli spostamenti in parte della visita: un vicolo, una salita, una piazza improvvisa e poi una porta dietro la quale scoprire qualcosa che non avevate previsto.
Perché Siena è certamente la città dei suoi capolavori più famosi. Ma spesso sono le deviazioni dal percorso principale a rendere il viaggio davvero memorabile.

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