Il “Facciatone” e il titanico progetto del “Duomo Nuovo”
Se passeggiando per la città siete arrivati in Piazza del Duomo, non potrete non notare che sulla destra della Cattedrale si erge una meravigliosa struttura dalla forma un po’ curiosa, una sorta di grande parete rivestita di marmo da cui partono una serie di colonne collegate da altissime arcate a tutto sesto e tamponate da pareti in mattoni. Si tratta di quello che i senesi chiamano “il Facciatone”, ciò che resta di un faraonico progetto architettonico datato 1339.
Il Duomo di Siena che oggi conosciamo, una delle più importanti cattedrali Gotiche dell’Europa cristiana, era stato costruito a partire dagli anni ’40 del 1200 con un’importantissima partecipazione da parte di Nicola Pisano (artista di pregio e padre di Giovanni, con il quale avrebbe poco dopo lavorato al Pulpito per la stessa Cattedrale: un’altra delle tante meraviglie che non potrete non ammirare).
Quasi cento anni dopo, però, la città di Siena si era espansa in modo consistente: si era arricchita e allargata, e la sua popolazione era sensibilmente cresciuta. Il 23 agosto 1339 allora, dopo un dibattito acceso e lunghe discussioni, si decise di ampliare clamorosamente la struttura del Duomo trasformandola nel transetto di una nuova Cattedrale che sarebbe stata costruita perpendicolarmente a quella duecentesca.
Il progetto di questo “Duomo Nuovo” - che sarebbe divenuta una delle chiese più grandi della cristianità - fu affidato a Giovanni d’Agostino, uno scultore di grande talento che all’epoca aveva però soli 25 anni.
Come da prassi tipica dei cantieri medievali, si cominciò a costruire a partire dalla facciata che fu eretta ed immediatamente decorata: anche se oggi può sembrarci strano, infatti, nel Trecento era uso comune che non appena si fosse costruita una parete la si decorasse, prima ancora che la struttura fosse complessivamente edificata. È questo il motivo per cui oggi il “Facciatone” ci sembra la rovina di un’antica Cattedrale distrutta e non l’unico frammento di una struttura mai completata.
Nonostante infatti i lavori al “Duomo Nuovo” fossero cominciati subito e con il coinvolgimento di moltissimi lapicidi e scultori, una serie di vicissitudini rallentò la costruzione alla quale un evento drammatico diede un colpo letale: la peste del 1348, durante la quale Siena perse moltissimi dei suoi cittadini, tra cui anche Giovanni d’Agostino. Del tutto vani furono i tentativi di proseguire i lavori che si fecero all’inizio degli anni ‘50 del Trecento, poiché la carenza di scultori e lapicidi e la recessione economica conseguente alla pandemia costrinsero presto il Comune ad abbandonare il progetto.
Del sogno di quella gigantesca Cattedrale oggi restano soltanto l’imponente facciata, alcune delle colonne che avrebbero diviso la navata centrale da quelle laterali, il “Portale di Vallepiatta” (quello che doveva collegare il fianco destro del Duomo Nuovo con il Battistero e che ancora oggi si trova all’inizio della grande scalinata che dal Duomo conduce a Piazza San Giovanni), e varie decorazioni scultoree.
Oggi il “Facciatone” svetta imponente tra i tetti di Siena ed accoglie tutti coloro che vogliano salirci per godere di una vista mozzafiato a 360° sulla città e le campagne circostanti. La sommità del “Facciatone” è visitabile, secondo l’orario estivo valido fino al 31 ottobre, dalle 10:00 alle 19:00 (i giorni festivi dalle 13:00 alle 18:00 e i prefestivi dalle 10:30 alle 18:00). Per informazioni e prenotazioni visitare il sito https://operaduomo.siena.it/visita/ .




























































