La Diana: la leggenda del fiume sotterraneo di Siena
In una città come Siena, cullata tra le sue dolci colline e la sua campagna, ma distante dal mare, l’approvvigionamento d’acqua era un sogno lontano, così lontano che solo un fiume avrebbe potuto realizzarlo. Nonostante ciò, la speranza gocciolava proprio sotto i piedi dei senesi, che nel medioevo si ritrovarono ad ipotizzare l’esistenza di un fiume per spiegare la presenza di importanti falde acquifere sotterranee.
Ecco che dal IV secolo d.C. in poi Siena intraprese una massiva operazione di scavi di canali detti “bottini”, che costituirono un vero e proprio acquedotto medievale, sostituito solo di recente da uno moderno. Si narrava che durante gli scavi, quando gli operai si fermavano per riposare, nell’assoluto silenzio e nel buio, si potesse udire un suono di speranza: un enorme fiume che scorreva placido e indisturbato sotto i tumulti della vita di una città medievale come Siena, che proprio in quel periodo stava inaugurando una stagione di fiorenti commerci e grandi cambiamenti, anche grazie alla sua collocazione in prossimità della Via Francigena.
Gli sforzi fisici ed economici per trovare il corso d’acqua, ribattezzato del popolo “Diana”, furono tali da far conoscere a tutta la Toscana la tenacia dei senesi, non senza canzonarli per i mancati risultati della ricerca. Di qui il sommo poeta, nonché rivale in quanto fiorentino, non esitò a prendere in prestito la leggenda per farne metafora e canzonare i vicini, definendoli “gente vana”, rendendo così il mito famoso in tutta la penisola.
La storia divenne leggenda e tra il Duecento e il Quattrocento la stessa Repubblica di Siena diede il via a una nuova stagione di scavi per svelare finalmente il mistero e regalare al popolo il sogno dell’acqua, che in base ai racconti entrava da Porta Ovile e usciva da Porta San Marco, attraversando la città da Nord Est a Sud Ovest.
Purtroppo, nonostante gli enormi investimenti fatti, la Diana non fu mai trovata. Eppure, come nella migliore delle favole, la sua ricerca non fu affatto vana: i chilometri di cunicoli scavati sotto la pietra serena, costruirono una città sotto la città, raccontando la curiosità e la forza dei senesi nei secoli, fino ai giorni nostri.
Oggi mettersi sulle tracce della Diana è molto più semplice, visitando gli stessi bottini, ammirando le mille fonti di Siena, tra cui la magnifica Fonte Gaia, o passeggiando lungo “Via della Diana” che da Porta San Marco segue alla rovescia il corso leggendario del fiume fino al cuore della città.




























































