Come si dice? Piccolo vocabolario enogastronomico

Il cibo e il vino, e di conseguenza anche tutto ciò che gira attorno a questi argomenti, sono di grande importanza nella cultura italiana e le città che hanno piatti tipici famosi, come Siena con i suoi pici o i suoi ricciarelli, hanno sviluppato un proprio vocabolario.

Oggi vogliamo offrirvi un vademecum, uno strumento che vi serva a capire meglio la differenza tra le varie parole che avete sentito o letto e che ascolterete durante la vostra permanenza nella nostra città.

 

I luoghi: Osterie, trattorie, enoteche

Tanti nomi per definire posti in cui si beve e si mangia ma in modo diverso. Partiamo dalla cosa più semplice, l’enoteca. Questo è un luogo di recente creazione. Qui il protagonista è il vino. In enoteca si va per assaporare un buon calice, ma anche per farsi deliziare dal Sommelier, altro termine molto conosciuto, che vi conduce nei misteri dei profumi e del gusto del vino. Un universo ancora abbastanza sconosciuto e molto tecnico. Alcune enoteche in realtà hanno scelto di accostare al vino anche una cucina, seppur minima, ma in grado di essere piacevole.

Il termine osteria, invece, arriva dal passato. Qui, come anche nella Locanda (altro termine che arriva dal passato remoto) si poteva mangiare e anche alloggiare. Il termine osteria arriva dal latino, Hospite, e indicava tutti quei luoghi nati come punti di ristoro, nei luoghi di maggior passaggio, sulle principali vie commerciali oppure vicino ai mercati. Anche qui il vino era il protagonista principale.

La trattoria invece nasce proprio come luogo deputato al cibo. Il termine stesso deriva dal francese, traiteur, ovvero la persona che trattava il cibo e quindi dava da mangiare, a pagamento. Oggi la trattoria indica un luogo in cui si mangiano cibi legati alla tradizione. Alcune trattorie sono davvero storiche perché esistono da decenni e sono inserite in tour enogastronomici legati al territorio.

I cibi: pici, cacio, panforte

In realtà, ogni regione italiana ha alcuni prodotti o piatti tipici che potete trovare solo lì. Quindi vi consigliamo di fare qualche piccola ricerca prima di arrivare, per non perdervi quanto di meglio potete assaggiare.

I punti forte di Siena sono diversi. Intanto partiamo dai dolci. Partiamo dai Ricciarelli. L’origine storica è incerta ma si sa che arrivano dal marzapane. Anticamente erano prodotti nei conventi o dagli speziali, proprio perché li si potevano trovare le spezie che danno il sapore tipico a questo dolce, fatto di mandorle, zucchero e scorza d’arancia candita.

I Pici invece, sono un tipo di pasta fatta a mano, con ingredienti semplici: farina, acqua e sale. La loro semplicità è compensata dal condimento. Se volete gustarli secondo tradizione, mangiateli con cacio e pepe. E qui arriviamo al cacio, ovvero il pecorino toscano, che nel senese ha il suo centro nella città di Pienza.

E per ultimo, ma solo per la sua dolcezza, parliamo del Panforte, un dolce a base di cioccolato, semplice ma al tempo stesso ricco di ingredienti preziosi come le mandorle, le spezie e la frutta secca.

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