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La Siena che non ti aspetti: la rete sotterranea dei “ Bottini”

I “Bottini” sono una rete sotterranea di canali, lunga 25 chilometri che uomini capaci e coraggiosi hanno scavato nei secoli. In realtà il nome “Buctinus” viene usato già a partire dal 1226, anche se gli scavi delle prime gallerie risalgono probabilmente al tempo degli etruschi.

Siena città d’acqua

Perché Bottini? Il nome deriva dalla forma a botte dei soffitti di questi tunnel, scavati da un solo uomo per volta, visto che le dimensioni (1,80 in altezza e 90 centimetri in larghezza) non consentivano il lavoro contemporaneo di altri operai. Siena, al contrario di altre città toscane come per esempio Firenze, non era stata fondata vicino ad un fiume quindi il problema dell’approvvigionamento idrico, soprattutto in tempi in cui le guerre tra città comune erano all’ordine del giorno, era di fondamentale importanza.

Per questo, seguendo la leggenda dell’esistenza del fiume Diana, peraltro mai trovato, Siena cominciò a scavare dei canali sotterranei che, partendo dalla fonte, incanalavano l’acqua piovana che proveniva dalla superficie, filtrandola e poi raccogliendola, per poi farla scorrere fino alla fonte, dando vita ad una rete di fontane che ancora oggi costellano la città superficiale.

Acqua pura e sana che veniva filtrata non solo dal terreno argilloso ma anche dal fondo dei canali, ricoperto di ciottoli di terracotta.

Gli uomini dei Bottini

Lavorare sottoterra era molto duro: gli operai, quasi sempre locali, ma a volte presi direttamente dalle cave di Massa e Carrara, specializzate nella lavorazione della pietra, vivevano sottoterra. Addirittura consumavano persino i pasti laggiù.

Dietro di loro un esercito di carpentieri, muratori e operai specializzati che mettevano in sicurezza i canali già scavati, evitando che ci fossero dei crolli imprevisti. A causa di questa loro perenne permanenza, venivano chiamati “Guerchi”, da una parola di origine tedesca che significava “ciechi” proprio perché, quando raramente risalivano in superficie, erano praticamente ciechi. Le terribili condizioni di vita, come molto spesso accade, diedero vita a numerose leggende, legate all’esistenza di mostri o misteriose creature che facevano ammalare gli operai oppure li uccidevano avvelenandoli.

Il sistema dei Bottini è praticamente unico al mondo, non solo per il modo in cui le gallerie sono state scavate, ma piuttosto perché la rete di canali sotterranei, ha dato vita ad un sistema urbano organizzato, legato proprio a queste rete.

Per visitare i Bottini

I canali sono ancora visitabili, basta prenotare una visita seguendo questo link, http://prenotazioni.comune.siena.it/museo-acqua. Ricordatevi che la visita è condizionata dalle condizioni climatiche esterne, in caso di pioggia abbondante, i percorsi non sono visitabili. Inoltre i gruppi ammessi alla visita sono ristretti, 8/10 persone al massimo, quindi la visita deve essere prenotata con ampio anticipo.

In caso siate interessati, chiedete allo staff dell’ Hotel Athena

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